Storia di Bagni di Lucca

Ricerca storica di Virgilio Contrucci

Le più antiche presenze umane nella valle risalgono al periodo del bronzo in alcune tracce rinvenute presso le grotte a Ponte Maggio, successive presenze sono databili al VIII sec.a.C. rinvenute in tombe liguri presso Montefegatesi. Il territorio era abitato da popolazioni autoctone, fuse con etruschi, nel fondovalle, e liguri nelle parti montane. La presenza romana, anche se poco reperibile in manufatti, si può datare fin dal III sec.a.C. e stabilmente dopo che Lucca, nel II secolo, sarà una importante colonia Romana. Si riscontra la presenza dei coloni romani nella toponomastica dei luoghi (Brandeglio, Villa Terenziana, Vico Pancellorum, Lugliano, Palleggio, Vetteglia, Casabasciana, Benabbio, Ponte a Diana, Corsena con la lapide del Centurione ecc.)

Anche la leggenda parla del culto di divinità pre-romane (celtiche) protettrici delle acque, presso le Terme, ed il culto di Diana, presente in valle con la tradizione del suo tempio ove, sopra, venne costruita la chiesa di S.Cassiano di Controni.

Alla caduta dell'Impero Romano anche la nostra valle subì le invasioni barbariche con inenarrabili sofferenze per le popolazioni. Il dominio dei Longobardi, fin dal 570, e la successiva unione della popolazione romana con i germani, porterà alla ri-popolazione di luoghi montani più salubri e difendibili. Con la conversione al Cristianesimo nel 603, si avranno le divisioni ecclesiastiche del territorio tuttora vive (pieve dei Monti di Villa "Villa Terenziana", pieve di Controni, pieve di Vico Pancellorum, pieve di Casabasciana). La divisione in domini di potenti consorterie di origine longobarda domineranno fino all'avvento dei Franchi e la divisione in feudi resterà inalterata fino alla penetrazione del Comune di Lucca nella valle. I Suffredinghi dominarono Fornoli e Lugliano, i Porcareschi governarono i Monti di Villa, Montefegatesi, Corsena fino a Lucchio, mentre la Controneria (luogo di contro) fu amministrata dai Palleschi (un ramo dei Porcareschi) ed infine i Lupari dominarono da Benabbio a Brandeglio, Casabasciana, Crasciana, Casoli, Cocciglia, Limano e Vico.

Le tracce documentari delle nostre località le troviamo fin dal VII a X sec. presso gli Archivi, sia di Stato che Arcivescovili di Lucca. La penetrazione di Lucca nella nostra valle era praticamente totale già dal 1215 e, nello Statuto del Comune di Lucca del 1308, troviamo tutta la valle riunita in una vicaria denominata "Val di Lima", che seguirà le vicende (non sempre pacifiche) dello stato di Lucca fino al 1847.

Il Termalismo a Bagni di Lucca è presente e le prime notizie delle nostre Terme si datano al Primo Triunvirato nel 56 a.C. a Lucca, quando Cesare, Pompeo e Crasso si divisero il "mondo" e poi vennero a passare le acque a Bagni di Lucca. Questo narra la leggenda, ma in epoca della Roma repubblicana le Terme già erano conosciute. Con la caduta dell’Impero Romano anche le Terme decaddero e l’abbandono della popolazione del fondovalle, per luoghi montani più sicuri, portarono ad un rapido abbandono delle fonti terapeutiche. I Longobardi riscoprirono le virtù miracolose delle acque, ma solo durante il periodo della Contessa Matilde ci sarà un restauro e un nuovo sviluppò degli stabilimenti termali.

La vicinanza delle Terme alla via Francigena, che coincideva con l’antica via Clodia Nuova che da Lucca conduceva in Emilia, portava una notevole massa di viandanti, pellegrini e mercanti che si recavano sia a Roma che in Francia, tanto che la Contessa Matilde di Canossa edificò il così chiamato "ponte del Diavolo" (ponte della Maddalena) proprio per permettere ai viandanti di recarsi alle terme per curarsi. La bontà delle acque crearono quell’alone di "luogo miracoloso per la salute" che contribuì a rendere famoso il nostro luogo nel mondo. Intorno alle sorgenti nasceranno poi i chiusi (gli alberghi medioevali) ed osterie, anche abitazioni da affittare ai forestieri più abbienti.

Fino dai primi del XIII secolo Lucca si impadronirà stabilmente della zona termale, prima dei luoghi montani, ben consapevole del valore delle Terme come luogo di soggiorno e cura, con lo statuto del Comune di Lucca del 1308 che, unificando tutta la valle nella Vicaria, ne regolamentava l’amministrazione, sia pubblica che termale.

Durante questo periodo era già notevole l’afflusso di viandanti, pellegrini e mercanti, cui la tradizione prevedeva (per volere della Contessa Matilde) fosse dato ai poveri che lo chiedessero, e a spese delle Terme, un bagno curativo ed un pasto. Una notevole spesa per l’economia della zona, tanto che la Repubblica di Lucca, sempre attenta a non gravare troppo di tasse la popolazione, pensò bene di regolamentare il Gioco che si svolgeva spontaneamente presso le “osterie o biscazze” (con i connessi problemi di ordine pubblico che la presenza di "bari" e tutto il caos generato da una situazione non regolamentata). Fu quindi concesso un luogo controllato dallo Stato, ben definito, presso le terme nei periodi delle balneazioni e "regolamentato", dando così vita al primo Casinò del mondo. L’utile di tale attività veniva devoluto a curare i bisognosi, secondo la tradizione voluta dalla “gran Contessa”, ed a mantenere di fatto, nelle sue nobili funzioni, lo stabilimento termale.

In una sola volta si eliminava la situazione malavitosa delle biscazze e si garantiva un gioco onesto ed un pasto con cura, a tutto vantaggio dei bisognosi. “Era nata la mutua nel 1308!... Ed anche il Casinò.” Nel nuovo statuto di Lucca del 1331 un intero capitolo è dedicato alle Terme, ai Vicari che durante il periodo estivo, o delle balneazioni che vanno da maggio a ottobre, si raccomandava che le osterie e gli alberghi (i chiusi) fossero ben forniti di cibi e bevande, di attendere inoltre all’igiene dei luoghi, affinché i “forestieri” fossero ben accolti.

La fama curativa delle acque, divulgata da tutti quei frequentatori che per tutto il medioevo giungevano o passavano per la nostra valle, fecero sì che, dal XV secolo in poi, le terme dei Bagni di Lucca fossero le più famose e frequentate in Europa; medici famosi se ne giovarono, come Gentile da Foligno, Ugolino da Montecatini che, nel suo trattato sulle acque del 1417, descrive dettagliatamente gli stabilimenti e l’efficacia delle cure. Fin dal 1469 la direzione venne affidata a medici di indubbia fama; tutti gli statuti della Repubblica di Lucca confermavano le prescrizioni a riguardo del buon funzionamento delle Terme e dell’indotto, tanto che la diplomazia Lucchese userà moltissimo le proprietà curative delle acque, inviandone molte bottiglie in dono a tutte le corti europee. Inoltre la tradizione di acquistare acqua termale (sia da bibita o per cura) da parte delle corti Europee, durerà fino alla prima guerra mondiale. (Lo Zar voleva l’acqua dei Bagni ed i “problemi” della regina Vittoria venivano curati con l’acqua delle Docce Basse.)

Dal Rinascimento in poi, quando la nobiltà lucchese cominciò a costruire delle residenze estive presso le terme (che la Repubblica requisiva per gli ospiti illustri... sovrani, papi e cardinali) e col nuovo clima politico (dovuto al lungo periodo di pace che la Repubblica garantì dal XVI secolo al 1799) l’afflusso di ospiti illustri da tutt’Europa trovava qui un clima mite ed un’accoglienza squisita. I Bagni di Lucca divennero "Capitale estiva e fiore all’occhiello" dello stato lucchese.

La nostra località, descritta abbondantemente dal Montagne che vi soggiornò più volte, e decantata dai grandi Falloppio e Redi, i medici più famosi del tempo, divenne un paradiso terrestre come da descrizioni. Il grande sviluppo e la forma attuale del paesaggio è stato plasmato dalla volontà di Elisa che, divenuta Principessa di Lucca e Piombino, nel suo breve regno dal 1805 al 1814, determino una svolta internazionale dei Bagni di Lucca, elevandola a "Capitale estiva", con conseguente grandissimo afflusso di ospiti internazionali. A Lei si deve la ristrutturazione degli stabilimenti termali, realizzati dai più famosi architetti del tempo, il Marracci, il Sanbouchy... per nominarne appena due. Con la ristrutturazione delle terme e l’ammodernamento delle cure, sorgono una notevole quantità di alberghi, per ospitare un mare di ospiti sempre più eterogenei. Alla fine dell’ottocento si conteranno ben ottanta licenze, tra alberghi pensioni o affittacamere!

La restaurazione, con i Borboni, e soprattutto col ducato di Carlo Ludovico dal 1826 al 1847, proietterà Bagni di Lucca al livello di stazione turistico-termale di prima importanza in Europa. Il nuovo Casinò, inaugurato nel 1837, la costruzione della chiesa Anglicana prima in Italia (1840) il cimitero inglese 1842, il Club des Anglais (1840) altra casa da gioco in funzione fino alla grande guerra (dove si giocava in moneta inglese o francese) avevano portato presso di noi una nutritissima colonia britannica che descriveva la Val di Lima come la Svizzera della Toscana.

La costruzione a Bagni di Lucca di un Teatro Accademico (1790) un Circolo dei Forestieri (Casa da gioco invernale) luogo di ritrovo del bel mondo, davano la possibilità di trascorrere spensieratamente i periodi di cura o di villeggiatura.

Con la cessione del Ducato di Lucca al Granduca nel 1847, inizia un lentissimo decadimento, accelerato con l’Unità d’Italia e la perdita di tutti quei vantaggi precedenti al passare da essere la "Capitale estiva" di uno Stato a divenire solamente capoluogo di Comune.

Il periodo delle due guerre mondiale, e la successiva chiusura del Casinò nel 1953, (per non rinnovare la tassa di concessione) la dissennata scelta tra artigianato e turismo a vantaggio della prima soluzione, con conseguente trasformazione gli alberghi in case e fabbriche, ha portato alla situazione attuale dove, a monte di un territorio esteso e ricchissimo di storia, con sorgenti termali (le migliori del mondo...analisi chimiche alla mano) dopo anni di abbandono, finalmente vediamo un piccolo risveglio che potrebbe portare forse, ai vecchi fasti, la nostra comunità.

PICCOLI ANEDDOTI

LE TERME

- Stabilimento "Jean Varraud", unico in funzione con acqua a 54°, grotte a vapore, fangoterapia, idromassaggio, inalazioni e cure estetiche, sede della prima casa da gioco del mondo, ove ha girato per la prima volta in Europa la roulette, dove nel tardo Medio Evo si curavano “con docce” le patologie. Una novità assoluta!

- Stabilimento delle "Docce Basse", sorgenti da 42° a 46° in disuso, famose per le cure ginecologiche, dove il medico Falloppio vi ha scoperto il funzionamento delle tube (dette di Falloppio dal suo nome) dove la leggenda popolare insegna che…“Se vuoi che la tua donna resti pregna, mandala al Bagno e..... tu non ci vegna” per le particolarità curative delle acque; dove soprattutto la sorgente denominata “Disperata” curava anche quelle patologie che altrimenti curava definitivamente... il becchino!

- Stabilimento dell’Opedale Demidoff con acqua a 46°, costruito dai Principi Demidoff nel 1828 come ospedale per i poveri. (Oggi sede dell'Associazione Villaggio Globale).

- Stabilimento Bernabò  con acqua a 40,1° straordinaria per la cura di tutti i problemi della pelle!

Nel 1510 un tale Bernabò da Pistoia, ricco ma con una malattia orrenda alla pelle, si immerse in quella sorgente (dove i paesani portavano gli animali malati a guarire di varie malattie) e ne uscì risanato completamente, tanto che edificò, a sue spese, questo stabilimento che porta il suo nome. Certo è che la nobiltà europea veniva a togliersi i segni del vaiolo al Bernabò! Restaurato da Elisa nel 1812, su progetto del Sanbouchy, era considerato allora lo stabilimento con il più bel panorama d’Italia.

- Bagno S.Giovanni con sorgenti a 38°, citato per la prima volta come edificio già esistente nel 1307, così chiamato per la tradizione della popolazione di andare a bagnarsi per la ricorrenza del Santo. La sorgente, molto copiosa, alimentava 6 vasche adibite alla cura di varie categorie di persone: i cavalieri, i cittadini, le donne, gli ebrei ed infine i servitori. Dovevano essere molto capienti perché alcuni scrittori descrivono che si immergevano 50 persone per volta. Qui anche si beveva e si imbottigliava l’acqua dal XIV secolo al dopoguerra! Qui Heine fu ispirato per la sua famosa pagina dei Reisebilder.

- Bagno alla Villa, con acque a 39°, restaurato ad opera della Repubblica nel 1376. Il Bertini, direttore dei Bagni, dopo un successivo restauro nel 1471, volle far apporre in facciata una lapide di marmo dove indicava tutte le cure fattibili all’interno dello stabilimento (la prima descrizione pubblicitaria delle terme al mondo). Frequentato dal Montagne (che vi curò la sua calcolosi renale orinando 36 calcoli della dimensione di una piccola oliva!) tra i frequentatori illustri, da Dante non ultima fu Letizia Ramolino, madre di Napoleone, ricordata per la sua tirchieria: "voleva dal fornaio che le fosse sostituito con pane fresco, quello secco ritirato".

- Bagno Cardinali, con acqua a 37,1°, detta sorgente alla Cova, citata solo nel 1775, usata anche oggi come soluzione a tutti quei problemi di digestione, indicata a far "digerire anche i sassi" come dicono i paesani. Prima era denominato Bagno Gualoppino, citato già nel 1292, dove portavano a abbeverare e curare i cavalli. Fu costruito come nuovo stabilimento dal sig. Cardinali nel 1858, nei pressi del Regio Casinò, unico stabilimento privato in funzione fino al 1921, poi adibito ad abitazione privata.

Tra i vari poeti che hanno frequentato Bagni di Lucca, partendo da Dante che passò per Montefegatesi per fuggire ai sicari fiorentini e, attraversando l’Orrido di Botri, si ispirò all’Inferno della Divina Commedia.....da ultimo possiamo citare Richard Church che, nel 1958, scrisse la lirica “Bagni di Lucca”, ispirato alle bellezze naturali ed all’efficacia delle sorgenti termali:

ALLE ACQUE, SALUBRI, AI RUSCELLI

_alle aure che Milton ai cieli_

_assegnò, credenti o infedeli,_

_di fegato e d’arti ribelli_

_malati, sicuri affidate._

_I Bagni in eterno vivranno,_

_seppur lor bellezze incantate_

_ridire i poeti non sanno._

TRA GLI AVVENIMENTI “CURIOSI” AVVENUTI AI BAGNI DI LUCCA, BISOGNA ANNOTARE:

- Il Passaggio di Annibale che si recava a combattere Roma, protetto dai Liguri, che nel fermarsi alla confluenza tra Lima e Serchio, decise che vi fossero edificati dei forni, tanto per panificare che per costruire armi. (La “leggenda” della fondazione della località Fornoli)

- Sia il Boccaccio che il novellista Sercambi ambientano una novella alle Terme dei Bagni di Lucca.

Tra il cinquecento e il periodo Napoleonico è un continuo arrivo di ospiti “stranieri”, compresi vari sovrani come la Granduchessa Della Rovere che venne a curarsi la sua sterilità, guarendo totalmente dai suoi problemi, accompagnata dal medico Falloppio.

- Con l’arrivo dei francesi e la corte a Bagni di Lucca, inizia la tradizione dei carri carnevaleschi, tra Villa e Ponte; il teatro di Bagni di Lucca accoglie le Prime delle opere che vengono recitate in Italia. Tradizione poi mantenuta, più in piccolo, fino al dopoguerra. a questo proposito sono famose le commedie recitate da Totò.

- L’originalità del Casinò, prima casa da gioco del mondo e “apripista” per tutte le altre case da gioco Europee. La costruzione poi del Regio Casinò nel 1837 che fu la prima casa da gioco europea, non all’interno delle terme o abbinata a un ridotto teatrale   La prima volta che si parla di "roulette" in Europa è a Bagni di Lucca, presso il Casinò delle Terme, in epoca pre-napoleonica.

- Il riposo del Metternich che, dopo il congresso di Vienna, venne a "passare le acque" in compagnia di sette sovrani tedeschi (la presenza dei 7 re come dicevano i vecchi del luogo).

Primati singolari:

- La prima chiesa Anglicana del 1840 ed il cimitero inglese  1842.

- La prima illuminazione pubblica ad elettricità in Italia, nel 1886.

- La fondazione del movimento Scoutistico in Italia nel 1910.

- Il luogo di ispirazione sia di poeti come Byron, Shelley, Heine, Lamartine, Quida, Giocosa, Tosti, Carducci, Montale o compositori come Rossigni, Verdi, Puccini e Mascagni, solo per citarne alcuni.

Un paradiso per l’arte la storia l’architettura, ovvero: BAGNI DI LUCCA TERRA DI PRINCIPI E POETI.